fbpx

I nostri amici a quattro zampe, così come noi esseri umani, hanno il proprio carattere e la propria sensibilità, ma a volte può succedere che alcuni esemplari siano più irrequieti degli altri: corrono, abbaiano di continuo, ansimano, rosicchiano i mobili di casa, scavano buche in giardino e sembra che non ne vogliano proprio sapere di smetterla.

Quando il cane è ancora un cucciolo questi comportamenti sono molto comuni, ma se con l’avanzare dell’età tendono a non attenuarsi allora potrebbe trattarsi di iperattività, una condizione che se non gestita può rendere difficoltosa la convivenza tra uomo e animale.

Che cosa possiamo fare allora se il nostro cane è iperattivo?

Innanzitutto è importante riconoscere l’iperattività e distinguerla dalla normale vivacità dell’animale. Come abbiamo già anticipato, in una prima fase delle vita è molto comune che i cuccioli siano più attivi e pieni di energie, ma se quando il soggetto diventa adulto la situazione non cambia allora possiamo parlare di iperattività del cane.

IPERATTIVITÀ: TIPOLOGIE E CAUSE

È possibile distinguere due tipologie di iperattività, una patologica e una fisiologia. Nel primo caso si tratta di ipercinesia, una condizione causata dall’alterazione delle vie nervose a livello celebrale. I sintomi legati a questo tipo di iperattività sono per esempio la difficoltà dell’animale ad apprendere e ad obbedire, un’elevata temperatura corporea, frequenza cardiaca e respiratoria ad alti livelli, elevata salivazione, mancanza di rilassamento anche durante il sonno, livelli di attività sempre al massimo, frequenti latrati di lamento e tendenza a compiere movimenti ripetuti senza alcun apparente motivo.

Alla base dell’insorgenza dell’iperattività fisiologica, invece, possono esistere diversi fattori, come per esempio la separazione precoce dalla madre o un’educazione poco incisiva da parte del proprietario. Eccitazione eccessiva, scarsa concentrazione, mancanza di inibizione e di capacità di controllo degli sfinteri, sonno leggero e difficoltà ad apprendere ed eseguire gli ordini sono i sintomi principali che si riscontrano nell’animale in presenza di questa condizione.

COME CALMARE IL NOSTRO ANIMALE

Le diverse tipologie di iperattività prevedono anche diverse modalità di gestione.

Se l’iperattività è patologica, sarà necessario somministrare ai nostri amici a quattro zampe alcuni farmaci che aiutano a ristabilire il loro equilibrio.

Se invece abbiamo a che fare con un caso di iperattività fisiologica, dovremo trovare il modo per moderare i comportamenti del cane, intervenendo sulle sue abitudini.

A tale scopo, possiamo mettere in pratica alcuni utili consigli:

  • IGNORARE UN COMPORTAMENTO IPERATTIVO: quando il nostro cane manifesta atteggiamenti di agitazione eccessiva, è preferibile non parlargli e non guardarlo, perché potrebbe apprezzare anche le attenzioni negative come i rimproveri, se come conseguenza ricevesse la nostra attenzione;
  • TENERE IL CANE IMPEGNATO CON ATTIVITÀ BILANCIATE: è importante cercare di scaricare la troppa energia con giochi e attività, che devono però essere bilanciati al profilo caratteriale del nostro compagno, evitando giochi che lo agitino troppo;
  • ESERCITARE OBBEDIENZA E CONCENTRAZIONE: dare ordini come “seduto”o “vieni qui” è un buon metodo per stimolare la concentrazione e l’obbedienza dei nostri animali, da pronunciare con un tono pacato che trasmetta loro un senso di sicurezza;
  • GRATIFICARE IL CANE QUANDO SI COMPORTA BENE: quando adotta comportamenti corretti, è bene congratularci con lui e premiarlo con una ricompensa;
  • NON CASTIGARE E NON UTILIZZARE UN TONO AGGRESSIVO CON IL NOSTRO ANIMALE: rivolgersi ad un cane iperattivo con un tono arrabbiato potrebbe solo peggiorare la sua situazione di stress, senza apportare alcun miglioramento.
  • STABILIRE UNA ROUTINE: gli animali che soffrono di iperattività hanno bisogno di sicurezza e stabilità. Un modo efficace per infonderle è quello di seguire una routine quotidiana fissa: nell’alimentazione, nei giochi, nel sonno, evitando così che si ecciti senza ragione.

È importante ricordare che queste indicazioni sono valide in linea generale, ma per valutare e rispondere nel migliore dei modi alle necessità di ogni singolo caso, vi consigliamo di rivolgervi al vostro veterinario di fiducia.

.