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L’artrosi nel cane inizia con un’erosione della cartilagine che riveste i capi articolari.

La cartilagine è una protezione importante per l’animale, poiché permette di attutire i traumi, distribuendo il carico e rendendo più fluido il movimento.

Successivamente, il processo infiammatorio interessa anche l’osso al di sotto della cartilagine che, per reazione allo stimolo nocivo, produce del tessuto osseo nuovo.

E qui nasce il problema: il materiale prodotto viene depositato in modo anomalo, spesso nella cavità articolare, o attaccato alla cartilagine o libero nell’articolazione.

Come in un effetto domino, tutto ciò crea fastidio e la parte interessata si infiamma sempre di più.

Nel frattempo anche i tessuti molli che circondano l’articolazione iniziano a risentire del danno e il processo infiammatorio si diffonde aumentando il fastidio del soggetto colpito.

Il dolore causa un appoggio diverso dell’arto, con conseguente cambiamento nella distribuzione delle forze a livello della zona anatomica colpita, dell’arto e mano a mano del resto del corpo. Ciò può far assumere all’animale posizioni non naturali e causare a sua volta contratture muscolo tendinee e ulteriore infiammazione e dolore .

Purtroppo il cane non guarisce dall’artrosi e una volta iniziato il processo di degenerazione si può soltanto cercare di rallentarlo.

Il fenomeno artrosico può colpire i cani di tutte le dimensioni , ma alcune razze sono maggiormente sottoposte al problema per predisposizione genetica .

In particolar modo tendono a sviluppare questo tipo di problema i cani di razze grandi o giganti, sottoposte ad un accrescimento corporeo molto rapido .