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Venendo meno i suoi istinti sessuali ed il suo desiderio di scoprire e marcare il territorio, l’attività quotidiana del gatto sterilizzato si riduce drasticamente e anche la sua alimentazione subisce dei cambiamenti.

Il tempo trascorso a dormicchiare sul divano aumenta, mentre il suo metabolismo si abbassa progressivamente.

Sterilizzare, infatti, significa eliminare gli organi deputati alla produzione degli ormoni sessuali e, di riflesso, il metabolismo subisce un decremento del 20-25 % .

Se da una parte abbiamo minore dispendio energetico, dall’altra aumenta l’appetito.

Un po’ a causa della noia, un po’ per gli sconvolgimenti ormonali, il gatto si troverà a trascorrere molto più tempo a mangiare o a richiedere cibo.

L’alimentazione per un gatto sterilizzato dovrà essere ridotta nell’apporto energetico. Questo significa che dovranno essere minori le percentuali di grassi ingeriti.

Al contrario, non è mai conveniente ridurre troppo l’apporto di proteine animali, magari a favore di quelle vegetali contenute nei cereali.

Il gatto è un carnivoro obbligato e la carenza di proteine derivanti dalla carne e dal pesce non porterebbero certo ad un dimagrimento.

Sarebbero solo i muscoli a perdere di tono, provocando un’ulteriore diminuzione del metabolismo.

Gli alimenti per gatti sterilizzati devono, inoltre, essere ricchi di fibre.

Questo perché la fibra diluisce l’apporto calorico del prodotto ed esercita un effetto spugna riducendo l’assorbimento dei grassi a livello intestinale.

A parità di volume di mangime, quindi, quello più ricco di fibre apporterà sicuramente meno energia.

La fibra esercita inoltre un transitorio effetto saziante a livello dello stomaco. Grazie a questo effetto, il gatto, anche se per poco tempo, si sentirà pieno e smetterà di mangiare.

Alcuni alimenti per gatti sterilizzati devono contenere sostanze in grado di aumentare il metabolismo come la carnitina o di ridurre l’assorbimento dei grassi come la neoputina.